Elettroerosione

L’elettroerosione è una speciale tecnica di lavorazione che utilizza scariche elettriche per erodere i metalli da lavorare.

 

L’elettroerosione grazie alle sue caratteristiche permette di:

  • Lavorare metalli molto duri come l’acciaio temprato.
  • Lavorare il pezzo creando qualunque forma geometrica spesso impossibile da realizzare con altre tecnologie.
  • Gestire con grande precisione la lavorazione del prodotto.

 

Le principali caratteristiche della lavorazione per elettroerosione sono:

  • Lavorazione di metalli molto duri o induriti con trattamenti termici o chimici. Infatti, la durezza del materiale da lavorare non ha praticamente nessuna influenza per quanto riguarda la velocità d’asportazione o l’energia da utilizzare nella lavorazione.
  • Possibilità di lavorare il pezzo creando differenti figure geometriche o volumetriche. Ciò grazie alla caratteristica principale dell’elettroerosione, la quale non necessita di un utensile rotante. È possibile ottenere spigoli netti, creare nervature e cavità con forme o profili altrimenti difficili da realizzare con altre tecnologie.
  • Tecnica di lavorazione che usufruisce di tempistiche inferiori rispetto alle altre tecnologie ad asportazione di truciolo.
  • Elevata usura relativa dell’utensile. Rugosità più o meno elevata, a seconda del grado di finitura, delle superfici lavorate. Questa è dovuta alla creazione di micro-crateri per effetto dell’azione elettroerosiva.

 

Funzionamento:

La lavorazione si attua avvicinando un’utensile definito “l’elettrodo” al materiale da lavorare definito “il pezzo”.

Quando entrambi i materiali sono sufficientemente vicini, tra i due avvengono delle scariche che erodono il pezzo in modo complementare alla forma dell’elettrodo. La scelta del materiale dell’elettrodo e il controllo delle caratteristiche delle scariche permettono di ottenere un’erosione dell’elettrodo inferiore rispetto a quella del pezzo. Pian piano che il pezzo viene eroso, l’elettrodo avanza fino al completamento della lavorazione. Durante la lavorazione l’elettrodo non entra mai in contatto con il pezzo altrimenti si verrebbe a creare un corto circuito invece delle scintille che sono la causa dell’erosione.

 

L’elettroerosione si divide in due categorie a seconda dell’applicazione:

  • Elettroerosione a tuffo; Macchine con asse C controllate e automatizzate con cambio elettrodo e cambio pallet. In questa applicazione la lavorazione ha come scopo principale lavorare il pezzo facendogli assumere una forma complementare rispetto all’elettrodo.
  • Elettroerosione a filo; Questo tipo di elettroerosione utilizza del filo, variabile tra ottone e rame, che, caricato elettricamente e avvicinato al pezzo da lavorare, ha la capacità di eroderlo. In questa attuazione, un filo conduttore teso è utilizzato come elettrodo per tagliare o profilare il pezzo da lavorare. Durante la lavorazione il filo viene cambiato con regolarità in quanto, essendo sottoposto all’usura delle scariche e allo stress di dilatazione, finirebbe per spezzarsi, sospendendo la lavorazione.

 

Le nostre macchine hanno la capacità di taglio fino a 400 mm di altezza con 35° di conicità. Filo anche Ø 0.1 mm. Superfiniture con rugosità fino a 0.1 Ra.